Poli Museo della Grappa

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Poli Distillerie

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Il Medioevo

Il Medioevo

Alchimisti arabi, fra cui Rhases (860-940) e Avicenna (980-1037), descrissero la preparazione dell'acqua della vita ed il metodo di distillazione che permette di arricchire il prodotto facendo passare i vapori alcolici attraverso la cenere o la calce viva; essi distillavano anche il mercurio e forse l'alcol, senza conoscerlo. In origine la parola alcol, dall’arabo al-kohol, significava la cosa sottile, una polvere nera impalpabile usata dalle donne come collirio e trucco per gli occhi. L'alchimista arabo Abu Moussah Dschabir al-Soli, detto Geber (702-765), descrisse gli apparecchi usati per la distillazione dei vegetali, tra cui l'acqua di rose, il cui olio essenziale era indicato quale rimedio a molte malattie. La scienza araba ebbe il grande merito di tramandare le conoscenze in materia di distillazione alla scienza medievale europea.

Grande importanza ebbe la Scuola Salernitana, che a partire dal X secolo raccolse queste conoscenze e le affrontò in modo disciplinato. In seguito, l’alchimia si diffuse sempre più e venne praticata anche nei monasteri. In questi luoghi di cultura, troviamo dotti come Alberto Magno (1193-1280), che in alcuni suoi scritti parlò di un’aqua ardens ottenuta dal vino, così leggera da galleggiare sull’olio d’oliva.

Taddeo Alderotti di Firenze (1215-1302), nel codice vaticano Consilia del 1276, descrive dettagliatamente la produzione dell'acquavite ricavata dal vino con doppie distillazioni. Inoltre, l’Alderotti è il primo a parlare del serpentino immerso nell'acqua fredda per la condensazione dei vapori. Quasi un secolo più tardi, la preparazione dell’acquavite di vino diventò popolare da quando il medico padovano Michele Savonarola (1384-1462) pubblicò il primo trattato sulla sua preparazione, il “De Conficienda Aqua Vitae”.

Una grande importanza nella commercializzazione dei distillati spetta a Venezia, la perla dell’Adriatico. La distillazione diffuse nel Veneto tra il 1200 e il 1300, quando Venezia era un importante mercato di acquavite di vino e di vinaccia che esportava in Germania e in Oriente, come rimedio per la peste e la gotta.