Poli Museo della Grappa

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L'Età Moderna

L'Età Moderna

Un leggendario alchimista è considerato l’anello di congiunzione fra l’alchimia medioevale e la chimica medica rinascimentale: Theopharst Bombast von Hohenheim, detto Paracelso (1493-1541). Egli usò per primo il termine alcol, col significato di finezza eccellente, come sinonimo di spirito di vino o di aqua ardens.

Alla fine del Cinquecento, il medico e chimico vicentino Angelo Sala (1576 - 1637) si dedicò alla distillazione degli alcolici. I suoi studi sulla formazione dell’alcol dai mosti in fermentazione stimolarono l’attività di altri scienziati.

In alcune pubblicazioni si afferma che anche il gesuita tedesco Atanasio Kircher effettuò degli studi sulla vinaccia quale fonte di alcol e ne scrisse al confratello di origine bresciana Francesco Terzi Lana (1631 – 1687). Riteniamo opportuno precisare che tali affermazioni però non sono state mai dimostrate attraverso prove tangibili.

Un’altra importante traccia sulla storia della Grappa è segnata dal gesuita catalano Miguel Agustin, priore del tempio di Saint Jean de Perpignan, che nel 1617 descrisse un alambicco adatto per ottenere acqueviti sia dal vino che dalla vinaccia.

Una grande scoperta avvenne nel 1680, quando lo scienziato Leeuwenock, compiendo osservazioni con un rudimentale microscopio, intuì l’esistenza dei lieviti, organismi unicellulari che trasformano lo zucchero in alcol.

Nella seconda metà del sec. XVIII il chimico francese Lavoisier identificò con precisione le sostanze prodotte dalla fermentazione degli zuccheri, aprendo così la porta ad un più vasto campo di ricerca.